Issues
Vol. 26, n. 103, settembre 2026
La gestione delle apnee ostruttive del sonno in età pediatrica: ruolo del pediatra di famiglia come case manager tra prevenzione, diagnosi e continuità assistenziale
La sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS) in età pediatrica rappresenta una condizione potenzialmente associata a conseguenze neurocognitive, comportamentali, cardiovascolari, metaboliche e auxologiche. Il pediatra di famiglia (PdF) riveste un ruolo strategico nella prevenzione primaria, nella prevenzione secondaria e nell’ avviare un corretto percorso diagnostico terapeutico, grazie alla conoscenza longitudinale del bambino e alla possibilità di integrare la valutazione del sonno nei bilanci di salute e nelle visite periodiche.
Per la prevenzione primaria, pur non essendo sempre possibile modificare la predisposizione genetica, il pediatra può intervenire sui fattori modificabili che favoriscono o mantengono l’ostruzione, ad esempio promuovendo il controllo ponderale, il trattamento delle patologie nasali e allergiche, la riduzione dell’esposizione al fumo e una sorveglianza più intensiva dei bambini ad alto rischio. La prevenzione secondaria è finalizzata all’identificazione precoce dell’OSAS, prima che si manifestino complicanze clinicamente rilevanti. Il pediatra di famiglia può attuarla attraverso la ricerca sistematica dei principali sintomi notturni, quali russamento abituale, respirazione orale, pause respiratorie osservate, sonno agitato, sudorazione notturna, posture anomale ed enuresi, e delle possibili manifestazioni diurne, tra cui irritabilità, iperattività, disattenzione, difficoltà di apprendimento, cefalea mattutina e sonnolenza. L’anamnesi mirata e l’esame obiettivo consentono di definire il livello di sospetto clinico, ma non sono sufficienti, da soli, a confermare o escludere la diagnosi. Questionari, video domiciliari e pulsossimetria possono supportare il percorso, il monitoraggio cardiorespiratorio a 8 canali può identificare il quadro patologico, mentre la polisonnografia, pur rimanendo il gold standard per la diagnosi definitiva, rappresenta l’esame di riferimento in casi selezionati. Un modello assistenziale fondato su screening clinico, stratificazione del rischio, invio appropriato e follow-up consente al pediatra di famiglia di operare come case manager, riducendo il ritardo diagnostico e favorendo una presa in carico precoce, continuativa e multidisciplinare del bambino con sospetta OSAS.
