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Vol. 25, n. 99, settembre 2025

I disturbi respiratori del sonno in età pediatrica

I disturbi respiratori del sonno (SDB) in età pediatrica rappresentano un gruppo eterogeneo di condizioni caratterizzate da un’alterazione della normale respirazione durante il sonno. Tra questi, la sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS) è la manifestazione clinicamente più rilevante, con una prevalenza stimata tra lo 0,7% e il 13% nella popolazione pediatrica. I principali fattori di rischio includono l’ipertrofia adenotonsillare, l’obesità e la presenza di comorbidità come malformazioni craniofacciali e patologie neuromuscolari. L’OSAS si associa a numerose complicanze, tra cui deficit neurocognitivi, disturbi comportamentali, problemi metabolici e cardiovascolari. La diagnosi si basa tradizionalmente sulla polisonnografia (PSG), considerata il gold standard, ma la scarsa disponibilità di tale metodica ha stimolato la diffusione di strumenti alternativi quali l’ossimetria notturna e i questionari validati. Il trattamento varia in base al fenotipo clinico e alla severità del disturbo: l’adenotonsillectomia è indicata nei bambini sani con ipertrofia adenotonsillare, mentre nei casi più complessi si ricorre a terapia farmacologica, ventilatoria (CPAP, NIV) o a chirurgia specialistica. Meno frequenti ma altrettanto importanti sono la sindrome delle apnee centrali e i disturbi respiratori del sonno in pazienti con patologia neuromuscolare. Queste due condizioni sono molto più frequenti in bambini di età scolare e il loro riconoscimento e trattamento è di cruciale importanza. Il ruolo del pediatra di famiglia è fondamentale per il riconoscimento precoce e l’avvio a percorsi specialistici adattati.

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